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A1 INPS
Redazione 22 Febbraio 2026 0 Comments

Benvenuti sul blog dello Studio La Porta “Dottori Commercialisti e Revisori Legali”. In questo articolo approfondiremo tutto ciò che c’è da sapere sul fisco e sulle tasse, fornendo una guida completa per orientarsi nel complesso mondo della fiscalità.

Certificato A1 (UE/SEE/Svizzera/USA): quando serve, come funziona e come richiederlo all’INPS 

Quando un lavoratore (dipendente o autonomo) svolge attività in UE/SEE o in Svizzera, il documento portatile A1 serve a certificare quale legislazione di sicurezza sociale si applica, così da evitare (di norma) richieste di contributi anche nel Paese estero per lo stesso periodo/attività.
L’A1 non è un’esenzione “assoluta” dai contributi, ma la prova che la contribuzione è dovuta in un solo Stato, quello competente secondo le regole UE.

Cos’è il certificato A1 e cosa “esonera” davvero

Il modello A1 attesta la legislazione di sicurezza sociale applicabile quando una persona lavora in più Paesi UE/SEE/Svizzera.
Il suo effetto pratico è evitare la doppia contribuzione: se l’A1 dice che applichi, per esempio, la legislazione italiana, lo Stato estero non dovrebbe richiedere contributi locali per lo stesso lavoro nel periodo coperto.
L’A1 resta valido fino alla data di scadenza indicata oppure fino all’eventuale ritiro/modifica da parte dell’ente che lo ha rilasciato.

Quando si applica: i casi principali (distacco e multi‑State)

Le situazioni più frequenti sono: distacco temporaneo (dipendente o autonomo, tipicamente fino a 24 mesi) e attività abituale in due o più Stati (multi‑State).
Per il distacco la regola tipica è l’art. 12 del Reg. 883/2004 (durata massima ordinaria 24 mesi), mentre per chi lavora abitualmente in più Paesi la base è l’art. 13 del Reg. 883/2004.
Nei casi “fuori standard” può essere rilevante l’art. 16 (deroghe/accordi tra Stati), con rilascio dell’A1 coerente con l’eventuale accordo.

Come richiederlo in Italia (INPS): procedura pratica

INPS mette a disposizione un servizio per l’invio online delle domande di rilascio della certificazione A1 per attività in Stati UE/SEE e Svizzera.
Nel servizio si seleziona la fattispecie (distacco, attività in più Stati, eccezione/deroga, ecc.) e si procede con “nuova richiesta”, compilazione e invio.
Per alcune categorie (ad esempio domestici e dipendenti pubblici) la scheda INPS indica che la domanda è trasmessa dal datore di lavoro.

Suggerimento operativo: richiedere l’A1 prima dell’inizio attività all’estero e conservarlo (digitale/cartaceo) per controlli.

Casi pratici completi (tutte le combinazioni)

Di seguito trovi esempi ipotetici “pronti” che coprono le domande tipiche: profilo (dipendente/autonomo), Paese/i, durata, attività singola o ricorrente.

Caso 1 — Dipendente, 1 Paese, durata breve (distacco “classico”)

Scenario: azienda italiana invia un tecnico in Austria per 2 mesi per installazione e training.
Inquadramento: distacco temporaneo, richiesta A1 per attestare applicazione legislazione italiana durante il periodo.
Cosa fare: domanda A1 tramite servizio INPS selezionando la fattispecie coerente con il distacco.

Caso 2 — Dipendente, 1 Paese, 20 mesi (sempre distacco)

Scenario: project manager distaccato in Germania per 20 mesi su commessa IT.
Inquadramento: distacco entro la durata tipica massima (24 mesi), richiesta A1 per evitare contribuzione tedesca.
Nota: è fondamentale che la richiesta copra correttamente periodo e Paese di attività.

Caso 3 — Dipendente, 2 Paesi ricorrenti (multi‑State)

Scenario: commerciale residente in Italia lavora stabilmente tra Italia e Francia (es. ogni settimana).
Inquadramento: attività abituale in due Stati, applicazione regole art. 13 e A1 per certificare la legislazione applicabile.
Cosa fare: gestire la richiesta nella fattispecie “attività in più Stati” prevista dal servizio.

Caso 4 — Autonomo, 1 Paese, 3 mesi (temporaneo)

Scenario: consulente IT in P.IVA opera in Svizzera 3 mesi per progetto, mantenendo base in Italia.
Inquadramento: attività temporanea; richiesta A1 per mantenere la sicurezza sociale italiana se ricorrono le condizioni.
Cosa fare: invio domanda A1 come autonomo tramite servizio INPS.

Caso 5 — Autonomo, 2 Paesi ricorrenti (multi‑State autonomo)

Scenario: architetto con studio in Italia segue clienti e sopralluoghi mensili anche in Spagna.
Inquadramento: attività abituale in più Stati; A1 per definire la legislazione applicabile finché l’assetto resta stabile.
Nota: se cambia sostanzialmente la ripartizione/organizzazione, conviene riallineare la posizione.

Caso 6 — Oltre 24 mesi o situazione particolare (art. 16)

Scenario: distacco previsto 30 mesi in Belgio su grande impianto.
Inquadramento: oltre la durata tipica del distacco; possibile valutazione di eccezione/deroga tra Stati (art. 16) e richiesta A1 coerente con l’eventuale accordo.
Cosa fare: nel servizio INPS sono previste opzioni relative a eccezione/deroga.

Tabella riepilogativa (pronta da copiare)

Situazione

A1 serve?

Base tipica

Durata indicativa

Chi richiede (in pratica)

Obiettivo

Dipendente inviato in 1 Stato UE/SEE/CH

Distacco (art. 12)

Fino a 24 mesi (tipico)

Di norma datore di lavoro (regola generale UE)

Evitare doppia contribuzione

Autonomo temporaneo in 1 Stato UE/SEE/CH

Attività temporanea (art. 12)

Fino a 24 mesi (tipico)

In genere il lavoratore

Continuità contribuzione nel Paese competente

Dipendente che lavora abitualmente in 2+ Stati

Multi‑State (art. 13)

Finché l’assetto resta valido; A1 fino a scadenza/ritiro

Spesso il lavoratore per multi‑State

Chiarezza su legislazione applicabile

Autonomo che lavora abitualmente in 2+ Stati

Multi‑State (art. 13)

Come sopra

Lavoratore

Evitare richieste contributive multiple

Durata > 24 mesi / caso “fuori schema”

Spesso sì

Deroga (art. 16)

Caso per caso

Da impostare con iter dedicato; opzioni in INPS

Gestione coerente con accordo tra Stati

E fuori dall’Europa? Il caso Stati Uniti

Molte aziende chiedono “l’A1 per gli Stati Uniti”, ma tecnicamente l’A1 ha validità solo in ambito europeo. Quando un dipendente viene inviato a lavorare negli USA, non si applicano i regolamenti comunitari, bensì la Convenzione Bilaterale di Sicurezza Sociale Italia-Stati Uniti.

In questo caso, il documento da richiedere all’INPS non si chiama A1, ma Certificato di Copertura (nello specifico, il formulario IT/USA 4 o modulistica equivalente prevista dall’accordo).

  • A cosa serve: Permette al lavoratore distaccato di mantenere il versamento dei contributi previdenziali in Italia e giustifica la Social Security Administration (SSA) americana a non pretendere il versamento delle “payroll taxes” statunitensi per lo stesso lavoratore.
  • Durata: La convenzione bilaterale Italia-USA prevede regole specifiche per il distacco, consentendo il mantenimento della contribuzione in Italia per periodi predeterminati (generalmente fino a 5 anni, prolungabili in alcuni casi d’intesa tra le autorità).

Procedura INPS: come fare le richieste

  • Per l’Europa (A1): Si accede al servizio INPS “Rilascio certificazione A1” e si seleziona la fattispecie (distacco dipendente/autonomo, multi‑State, ecc.). La richiesta è telematica.

Per gli Stati Uniti: La domanda di distacco in Paese extra-UE convenzionato va sempre presentata all’INPS per ottenere il Certificato di Copertura (IT/USA). È cura dell’azienda (o del lavoratore autonomo) farsi rilasciare il certificato e, in caso di controlli o assunzioni su filiali USA, presentarlo alle autorità americane per l’esenzione locale

Caso Pratico:

Dipendente, Stati Uniti, 3 anni: L’azienda italiana invia un manager nella filiale di New York. Si richiede all’INPS il Certificato di Copertura (IT/USA) in base alla Convenzione Bilaterale, per continuare a versare i contributi in Italia ed evitare quelli USA

FAQ

1) L’A1 è obbligatorio?

È fortemente consigliato ogni volta che il lavoro si svolge in un altro Paese UE/SEE/Svizzera o in più Paesi, perché è il documento che prova la legislazione applicabile in caso di controlli.

2) Se ho l’A1, posso ignorare le richieste del Paese estero?

L’A1 serve proprio a dimostrare che la contribuzione va versata nel Paese indicato nel certificato, evitando la doppia contribuzione.
Va però conservato ed esibito correttamente e resta valido fino a scadenza o ritiro.

3) Quanto dura l’A1?

L’A1 vale fino alla data indicata, salvo ritiro/modifica da parte dell’istituzione competente.

4) Chi lo richiede in Italia?

In Italia la richiesta si trasmette tramite servizio INPS; in alcuni casi specifici (es. domestici e dipendenti pubblici) la scheda INPS prevede l’invio da parte del datore di lavoro.

5) Cosa succede se lavoro in due Paesi ogni settimana?

Questo è tipicamente un caso di attività “abituale” in più Stati (art. 13), per cui si determina una sola legislazione applicabile e si usa l’A1 per certificarla.

Per approfondire su basi ufficiali:

Conclusione

Il certificato A1 è lo strumento centrale per gestire correttamente trasferte, distacchi e attività multi‑Paese in UE/SEE/Svizzera/USA, perché documenta in modo formale quale legislazione di sicurezza sociale si applica e riduce il rischio di doppia contribuzione.
Nella pratica, la regola è: inquadrare bene lo scenario (distacco, multi‑State, deroga), richiedere l’A1 tramite il servizio INPS con la fattispecie corretta e conservarlo per eventuali controlli nello Stato estero.
Se l’assetto di lavoro cambia (durata, Paesi coinvolti, modalità di svolgimento), è opportuno verificare la coerenza della certificazione rispetto alla nuova situazione, perché l’A1 “fotografa” condizioni specifiche e ha una validità legata a quanto attestato.