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Redazione 11 Dicembre 2025 0 Comments

Benvenuti sul blog dello Studio La Porta “Dottori Commercialisti e Revisori Legali”. In questo articolo approfondiremo tutto ciò che c’è da sapere sul fisco e sulle tasse, fornendo una guida completa per orientarsi nel complesso mondo della fiscalità.

Regime Impatriati: Massimo Rimborso – Analisi Completa e rischi

Il regime degli impatriati consente ai contribuenti che hanno versato imposte in eccesso di recuperare le somme indebitamente pagate attraverso l’istanza di rimborso. La questione del massimo rimborso richiedibile si intreccia con l’evoluzione normativa del regime, le recenti pronunce giurisprudenziali e i nuovi vincoli introdotti dal D.lgs. 209/2023

Quadro Normativo Attuale

Il D.lgs. 27 dicembre 2023, n. 209, all’articolo 5, ha introdotto un nuovo regime agevolativo applicabile dal 1° gennaio 2024. I redditi di lavoro dipendente, assimilati e di lavoro autonomo concorrono alla formazione del reddito complessivo solo per il 50% del loro ammontare, fino a un massimo di 600.000 euro annui. L’agevolazione si applica per cinque periodi d’imposta, con possibilità di estensione al 60% (imponibile ridotto al 40%) per chi ha almeno un figlio minore

La normativa prevede che se il reddito complessivo supera i 600.000 euro annui, la parte eccedente non beneficia di alcuna riduzione ed è tassata secondo le aliquote ordinarie. Per i redditi prodotti da lavoratori autonomi, l’agevolazione è subordinata ai limiti de minimis previsti dal Regolamento UE 1407/2013 (200.000 euro in tre esercizi) o dal Regolamento UE 2831/2023 (300.000 euro in tre anni, applicabile dal 1° gennaio 2024)

Modalità di Richiesta del Rimborso

La recente giurisprudenza della Corte di Cassazione ha rivoluzionato l’interpretazione delle modalità di accesso all’agevolazione e al conseguente rimborso. Con le ordinanze n. 23526/2025, n. 15234/2025, n. 30569/2025 e n. 34655/2024, la Suprema Corte ha affermato che il diritto al rimborso deve essere riconosciuto sulla base della sola sussistenza dei requisiti sostanziali previsti dalla norma, a prescindere dall’adempimento di obblighi formali.

I contribuenti che possiedono i requisiti possono presentare istanza di rimborso ai sensi dell’articolo 38 del D.P.R. 602/1973 entro 48 mesi dalla data del versamento o da quando la ritenuta è stata effettuata. Per le annualità anteriori al 30 aprile 2019, data di introduzione del comma 5-ter dell’articolo 16 del D.lgs. 147/2015, non opera il divieto di rimborso per versamenti spontanei

In alternativa, il contribuente può presentare dichiarazione integrativa a favore anche oltre i 90 giorni dalla scadenza ordinaria, senza che ciò precluda il diritto al rimborso. La circolare 14/E del 4 maggio 2012 dell’Agenzia delle Entrate ha previsto, “in via residuale”, la possibilità di chiedere il rimborso presso un Ufficio territoriale allegando la documentazione a supporto dei presupposti agevolativi.

Calcolo del Massimo Rimborso

Il massimo rimborso richiesto dipende dalla differenza tra le imposte versate con tassazione ordinaria e quelle dovute con l’applicazione del regime agevolato. Per un lavoratore con reddito di 200.000 euro annui, senza agevolazione la tassazione avviene sull’intero imponibile, mentre con il regime impatriati la tassazione si applica solo su 100.000 euro (50% di 200.000). Il risparmio d’imposta generato costituisce l’importo massimo del rimborso per ciascun anno agevolabile.

Per i lavoratori autonomi, il vincolo de minimis limita il beneficio complessivo a 300.000 euro in tre anni, rappresentando di fatto il tetto massimo del risparmio fiscale cumulato. Il rischio operativo è significativo per professionisti con redditi elevati o che percepiscono altri contributi o crediti d’imposta.

Evoluzione Futura e Secondo Quinquennio

Dal 1° gennaio 2025, i contribuenti che hanno concluso il primo quinquennio agevolato possono accedere gratuitamente al secondo quinquennio, senza necessità di versare ulteriori importi. Questa estensione gratuita si applica esclusivamente ai lavoratori il cui primo ciclo quinquennale termina nel 2024 o successivamente.

Per i trasferimenti avvenuti a partire dal 2024, il nuovo regime prevede durate differenziate: sei periodi d’imposta per chi non è stato precedentemente impiegato in Italia dallo stesso datore o dal suo gruppo, sette periodi d’imposta per chi aveva già lavorato per lo stesso soggetto prima del trasferimento all’estero. La residenza fiscale deve essere mantenuta per almeno quattro anni, pena la decadenza dai benefici e il recupero di quelli già fruiti con applicazione degli interessi.

Contrasto Giurisprudenza-Prassi Amministrativa

Nonostante la posizione consolidata della Cassazione favorevole ai contribuenti, l’Agenzia delle Entrate mantiene un orientamento più restrittivo espresso nelle circolari 33/E/2020 e nella risposta all’interpello 59/E/2020, secondo cui l’agevolazione andrebbe richiesta espressamente tramite il datore di lavoro o in dichiarazione. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia, con sentenza n. 2343 del 10 settembre 2024, ha tuttavia affermato che ai fini dell’accesso al beneficio è sufficiente la sussistenza dei presupposti previsti dalla disciplina, confermando la fondatezza dell’istanza di rimborso

In conclusione, il massimo rimborso richiedibile nel regime impatriati non è determinato da un limite normativo fisso, ma dalla differenza tra imposte versate e imposte effettivamente dovute, nel rispetto del massimale di 600.000 euro di reddito agevolabile annuo e, per gli autonomi, del vincolo de minimis. La giurisprudenza recente garantisce tutela piena ai contribuenti in possesso dei requisiti sostanziali, indipendentemente dalla forma di attivazione del beneficio.

Il Vincolo De Minimis per Autonomi

Per i lavoratori autonomi e professionisti che rientrano in Italia, l’agevolazione del regime impatriati è subordinata al rispetto del limite de minimis sugli aiuti di Stato. Dal 1° gennaio 2024, il Regolamento UE 2831/2023 ha innalzato il massimale a €300.000 in tre anni, sebbene permangano dubbi interpretativi sul riferimento normativo italiano al vecchio regolamento da €200.000.

Il vincolo de minimis rappresenta il tetto massimo del beneficio fiscale complessivo ottenibile dal regime impatriati nell’arco di un triennio. Questo significa che l’autonomo deve rispettare un doppio limite: reddito agevolabile fino a €600.000 annui e risparmio fiscale massimo di €300.000 in tre anni

Caso Pratico: Consulente IT che Massimizza il Rimborso

Dott.ssa Laura Bianchi, consulente informatica con partita IVA, rientra in Italia nel 2024 dopo 4 anni a Berlino. Non ha figli e beneficia della detassazione al 50% (imponibile ridotto al 50%). Ha operato senza regime impatriati per i primi due anni e ora vuole recuperare le imposte versate in eccesso

Scenario con Reddito Ottimale per Massimo Rimborso

Per raggiungere il massimo beneficio de minimis di €300.000 in tre anni, Laura deve generare redditi che producano esattamente questo risparmio fiscale

Anno 2024 – Reddito €200.000

  • Senza regime: Imponibile €200.000 → IRPEF €79.990
  • Con regime 50%: Imponibile €100.000 → IRPEF €37.440
  • Risparmio fiscale: €42.550

Anno 2025 – Reddito €250.000

  • Senza regime: Imponibile €250.000 → IRPEF €101.490
  • Con regime 50%: Imponibile €125.000 → IRPEF €47.690
  • Risparmio fiscale: €53.800

Anno 2026 – Reddito €300.000

  • Senza regime: Imponibile €300.000 → IRPEF €123.990
  • Con regime 50%: Imponibile €150.000 → IRPEF €57.940
  • Risparmio fiscale: €66.050

Totale beneficio triennio: €42.550 + €53.800 + €66.050 = €162.400

Scenario Limite Massimo De Minimis

Per raggiungere i €300.000 di beneficio, Laura dovrebbe avere redditi più elevati distribuiti strategicamente:

Anno 2024 – Reddito €350.000

  • Senza regime: IRPEF €145.490
  • Con regime 50%: IRPEF €68.190 (su €175.000)
  • Risparmio: €77.300

Anno 2025 – Reddito €400.000

  • Senza regime: IRPEF €166.990
  • Con regime 50%: IRPEF €78.440 (su €200.000)
  • Risparmio: €88.550

Anno 2026 – Reddito €450.000

  • Senza regime: IRPEF €188.490
  • Con regime 50%: IRPEF €88.690 (su €225.000)
  • Risparmio: €99.800

Totale beneficio: €77.300 + €88.550 + €99.800 = €265.650

Per arrivare esattamente a €300.000, servirebbero redditi ancora più elevati, ma il massimo teorico si raggiunge con redditi prossimi a €600.000 annui per ciascun anno.

Tabella Comparativa Redditi Autonomi e Massimo Rimborso Triennale

Reddito Annuo Medio

Imponibile Ordinario

Imponibile Agevolato (50%)

IRPEF Ordinaria

IRPEF Agevolata

Risparmio Annuo

Risparmio 3 Anni

Limite De Minimis

€100.000

€100.000

€50.000

€37.990

€14.240

€23.750

€71.250

✅Rispettato

€150.000

€150.000

€75.000

€58.490

€26.740

€31.750

€95.250

✅ Rispettato

€200.000

€200.000

€100.000

€79.990

€37.440

€42.550

€127.650

✅ Rispettato

€250.000

€250.000

€125.000

€101.490

€47.690

€53.800

€161.400

✅ Rispettato

€300.000

€300.000

€150.000

€123.990

€57.940

€66.050

€198.150

✅ Rispettato

€350.000

€350.000

€175.000

€145.490

€68.190

€77.300

€231.900

✅ Rispettato

€400.000

€400.000

€200.000

€166.990

€78.440

€88.550

€265.650

✅ Rispettato

€450.000

€450.000

€225.000

€188.490

€88.690

€99.800

€299.400

✅ Rispettato

€500.000

€500.000

€250.000

€209.990

€98.940

€111.050

€333.150

⚠️ SFORATO

€600.000

€600.000

€300.000

€252.990

€119.440

€133.550

€400.650

⚠️ SFORATO

Calcolo del Massimo Rimborso Richiedibile

Un professionista autonomo che ha operato per 2 anni senza attivare il regime e ha avuto redditi medi di €300.000 annui può richiedere il seguente rimborso:

Anno

Reddito

IRPEF Versata

IRPEF Dovuta (regime)

Rimborso Richiedibile

Scadenza Istanza

2024

€300.000

€123.990

€57.940

€66.050

Dicembre 2028

2025

€300.000

€123.990

€57.940

€66.050

Dicembre 2029

TOTALE

€600.000

€247.980

€115.880

€132.100

Massimo rimborso biennio: €132.100 (abbondantemente sotto il limite de minimis di €300.000).

Riepilogo Vincoli per Lavoratori Autonomi

Parametro

Limite Annuale

Limite Triennale

Riferimento Normativo

Reddito massimo agevolabile

€600.000

€1.800.000

Art. 5 D.lgs. 209/2023

Detassazione base

50% (imponibile ridotto)

Art. 5 D.lgs. 209/2023

Beneficio fiscale massimo (de minimis)

Variabile

€300.000

Reg. UE 2831/2023

Termine rimborso

48 mesi dal versamento

Art. 38 DPR 602/1973

Permanenza minima in Italia

4 anni

Art. 5 D.lgs. 209/2023

 

Rischi Operativi da Monitorare

Il professionista autonomo deve prestare particolare attenzione ai seguenti aspetti per non sforare il limite de minimis di €300.000 in tre anni:

  • Altri contributi o crediti d’imposta ricevuti (credito R&S, formazione 4.0, ecc.)
  • Agevolazioni cumulate con altri regimi fiscali
  • Sovvenzioni pubbliche per startup o innovazione
  • Redditi elevati superiori a €450.000 annui per tre anni consecutivi

Il massimo rimborso teorico per un autonomo che ha pagato tasse ordinarie è €300.000 complessivi nel triennio, corrispondente a redditi medi di circa €450.000 annui per tre anni. Oltre questa soglia, il beneficio eccedente viene recuperato dall’Agenzia delle Entrate con applicazione di interessi e sanzioni.